Calcio e latticini, un mito da sfatare!?

Nel mio precedente articolo riguardante la colazione avevo accennato alla sostituzione del latte e dei suoi derivati nell’alimentazione, nonostante ancora molti pensino siano fondamentali per l’apporto di calcio al nostro organismo. In quell’articolo ero stato vago dicendo si trattasse di un’affermazione non completamente esatta. Vorrei ora qui parlarne più nel dettaglio e darvi il mio punto di vista, che segue alcuni studi recenti e che reputo piuttosto plausibile.

Innanzitutto, partiamo dal presupposto che nessuno è qui per dire che i latticini non contengano calcio. Questo è un dato oggettivo risaputo.

Il problema è bensì un altro: ovvero l’assorbimento di questo calcio nel nostro organismo perché qui entrano in gioco altri fattori, e la faccenda non è affatto semplice: infatti si è notato che, nel caso dell’osteoporosi, non è sufficiente aumentare l’apporto di calcio (anche tramite integratori) per risolvere il problema. Di conseguenza per questa patologia entrano in gioco altre variabili.

Ecco quindi che il solo apporto di calcio, tanto decantato anni fa, non è la sola componente da valutare. Ovvero, affinché questo sia assorbito dal nostro organismo e si leghi nelle ossa, sarà necessario inoltre:

  • un buon apporto di vitamina D
  • non eccedere nel sale (sodio)

Sulla vitamina D tornerò poi, ma sul sodio sappiate che, se presente in dosi eccessive, limita l’assorbimento di calcio a livello intestinale, di conseguenza va tenuto sotto controllo (ad esempio la dieta italiana classica pare che apporti 10 volte le dosi di sale consigliate).

Apro una piccola parentesi riguardo al sale, Alice e io, ne facciamo un uso davvero limitato, se abituerete il vostro gusto ad alimenti senza sale aggiunto, vedrete che il vostro palato man mano si abituerà e riscoprirà sapori fino ad allora dimenticati… inoltre si può insaporire benissimo con spezie e altro (es.: alghe liofilizzate e/o gomasio).

Esiste poi un altro fattore da tenere in considerazione che evita che il calcio, presente negli alimenti, venga assorbito dall’apparato scheletrico, ovvero il Ph acido di alcuni alimenti. Partiamo dal presupposto che il nostro organismo deve mantenere un Ph del sangue leggermente basico e quindi, di fronte all’aumentare dell’acidità nel corpo, si crea un meccanismo di compensazione nel tentativo di neutralizzare l’acidità. Questo è regolato dal calcio che viene utilizzato come basificante e, quindi in caso di necessità, viene prelevato dalle ossa… ed ecco che il danno è fatto!

A proposito di cibi acidificanti, che riducono quindi l’assorbimento di calcio, vi riporto qui un elenco:

  • carni, o anche pesce (in particolare se lavorati e da allevamenti intensivi)
  • cereali (in particolare quelli raffinati)
  • prodotti caseari
  • alcuni legumi
  • alcolici
  • dolcificanti (e cibi zuccherati)
  • caffè

Ora torniamo, per un attimo, agli alimenti ricchi di calcio… vi sembrerà strano, ma più un alimento è ricco di calcio (come il latte) e meno verrà questo assorbito dal nostro corpo. Quando l’apporto di calcio aumenta, l’organismo ne regola l’assunzione, attivando una serie di risposte fisiologiche che hanno l’obiettivo di contrastare gli elevati livelli di questo minerale nel sangue che causano il fenomeno delle calcificazioni su muscoli e articolazioni in prima fila, ma anche su tessuti vascolari e organi.

Tuttavia, va considerato che non tutti gli alimenti sopra citati, possono essere eliminati dalla nostra dieta: anche perché è ben difficile oggi farne a meno! Per quanto ci riguarda, il “cibo è uno dei piaceri della vita” e quindi bisogna equilibrare l’alimentazione tra cibo sano e gusto. Quindi è importante imparare a gestirli. Ad esempio la carne (o il pesce) è un alimento indispensabile nella nostra alimentazione, per l’apporto proteico che ne genera, ed è ancora più difficile recuperarne che non sia da allevamento. Sarebbe sufficiente variarli e abbinarli in modo equilibrato con altri alimenti basificanti (verdura e frutta fresca in primis).

Entra poi in gioco la vitamina D, che è la diretta responsabile dell’assorbimento del calcio nelle ossa (non a caso il fenomeno del rachitismo si sviluppa in soggetti che ne sono carenti), secondo alcuni recentissimi studi, è la principale protezione del nostro organismo dalle malattie auto-immuni. Tuttavia questa particolare vitamina non è così facilmente ottenibile tramite la dieta: ci sono dei cibi che la contengono in quantità minime ma in realtà viene generata naturalmente dal nostro corpo, a partire dal tanto odiato colesterolo (a pazienti con vitamina D bassa il colesterolo tende ad alzarsi): in pratica basterebbe fare una passeggiata al sole per 20-30 min., affinché la nostra pelle possa generare abbastanza vitamina D per proteggere la nostra salute. Questo, oggi giorno, risulta spesso difficile, in particolare per noi cittadini… l’unica alternativa che ci resta è integrare e tenere sotto controllo periodico questa fondamentale vitamina… E, appena possibile, prendere un po’ di sole!

Ecco in sintesi come regolare il nostro stile di vita e l’alimentazione in modo da mantenere in buona salute le nostre ossa:

  • fare esercizio fisico regolare (aumenta l’assorbimento di calcio)
  • ridurre per quanto possibile i cibi acidificanti (bilanciare sempre con cibi basificanti)
  • limitate i latticini, e se non siete intolleranti al lattosio, fate in modo che ne sia presente, in quanto aumenta l’assorbimento di calcio
  • bere almeno 2 litri di acqua al giorno (una gran parte del calcio lo trovate già li)

Tornando quindi alla colazione del mattino… è meglio preferire un latte e biscotti (entrambi acidificanti) o un tè verde con frutta fresca e frutta secca?

 



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