L’importanza dell’equilibrio acido-base per restare in salute

La necessità di approfondire questo argomento è nata da una curiosità: come è possibile che il limone, acido per antonomasia, sia un alimento alcalinizzante? e per quale motivo è così importante l’equilibrio acido-base nella nostra alimentazione?

Iniziamo con il definire l’unità di misura dell’acidità di un elemento, ovvero il pH: è la potenza (p) di un soggetto di liberare ioni idrogeno (H). Viene misurato secondo una scala che va da 0 a 14:

  • da 0 a 6: acido
  • 7: neutro
  • da 8 a 14 alcalino

Fin dall’antichità, Ippocrate, medico vissuto 400 anni prima di Cristo, ha definito l’acido come “il più nocivo degli stati umani”; infatti secondo diversi studi hanno identificato il pH leggermente alcalino (intorno al 7.4) come valore ideale per la crescita e il mantenimento in salute delle cellule.

Come vale per una pianta che cresce bene in un terreno favorevole, le nostre cellule si mantengono in buono stato in un terreno che le mantiene tali; la modificazione di quest’ultimo può avvenire in due modi:

  1. CARENZA: un terreno carente non apporta alla cellule le sostanze di cui ha bisogno e di conseguenza l’attività cellulare diminuisce, rallenta fino a fermarsi.
  2. SOVRACCARICO: un terreno sovraccarico di sostanze tossiche portano ad un mal funzionamento cellulare e ad un rallentamento dell’attività; inoltre questi “rifiuti”, essendo in costante contatto con i tessuti, provocano loro delle lesioni, irritazioni e infiammazioni.

La comparsa di una malattia è molto spesso legata alla presenza di un terreno malato; curare i sintomi senza apportare modifiche alla base porta alla formazione di recidive; per questo motivo mi sembra abbastanza chiaro ormai che il mantenimento di un pH alcalino possa interessare tutti noi, per il mantenimento del nostro stato di salute.

Ora facciamo un passo indietro: per natura il nostro organismo cerca sempre di mantenersi in equilibrio, quindi se nel sangue noi abbiamo un pH acido, il corpo come “difesa” cercherà al suo interno delle sostanze alcaline per contrastare questa acidità.

Un esempio pratico di questo fenomeno è quello dell’assunzione di latticini per favorire il mantenimento di uno stato osseo ottimale (consiglio che sfortunatamente non è ancora del tutto debellato dalla circolazione):

  • i latticini sono ricchi di calcio ma, allo stesso tempo, sono alimenti fortemente acidificanti.
  • il pH acido nel sangue fa scattare la “difesa” dell’organismo al mantenimento dell’equilibrio neutro, quindi questo va alla ricerca di sostanze alcaline già presenti nel corpo.
  • Il calcio è un elemento alcalino quindi viene prelevato dalle ossa per essere rimandato nel sangue e riportare il pH alla neutralità; inoltre questi minerali alcalini si depositano negli organi filtranti del nostro organismo (come i sassolini nei setacci) portando alla formazione di calcoli.

Ergo, mangiando latticini si ottiene esattamente il contrario di quello che si pensa: le ossa vengono demineralizzate e quindi rese più fragili.

Oltre a questo problema, l’acidità porta ad un’infiammazione dei tessuti che ne sono costantemente a contatto, creando delle porosità che ne aumentano la permeabilità e quindi si infiltrano sostanze tossiche nel torrente sanguigno che porta ad un’autointossicazione progressiva.

QUALI SONO GLI ALIMENTI ALCALINIZZANTI?

Se vi dicessi che il limone è uno di questi mi prendereste per pazza vero? Ok, vi spiego subito. Come prima cosa è necessario fare una distinzione:

  • alimento acido: un alimento dal gusto acido (es. limone, aceto)
  • alimento acidificante: un alimento che, una volta trasformato per trarne energia, produce acidi; questo non è necessariamente acido al gusto.

Facciamo un esempio pratico: lo zucchero bianco per essere utilizzato dal nostro corpo come fonte di energia deve subire una trasformazione che prevede due fasi, quella anaerobica e quella aerobica.

  • durante la fase anaerobica lo zucchero viene attaccato dagli enzimi del nostro corpo per formare degli acidi (es.: acido lattico).
  • durante la fase aerobica questi acidi, insieme all’ossigeno, vengono “lavorati” dagli enzimi per produrre energia, acqua e anidride carbonica.

E’ proprio durante questa seconda fase che viene chiarito quanto sia importante la presenza di ossigeno nei tessuti per il buon funzionamento del metabolismo cellulare e per l’eliminazione completa di questi acidi dai tessuti; al contrario, una carenza di ossigeno, porterà ad un accumulo di acidi a causa del mancato avvenimento delle reazioni aerobiche. Aumentare l’ossigenazione dei tessuti è possibile facendo attività fisica.

La classificazione che interessa a noi è quella che differenzia gli alimenti acidificanti e alcalinizzanti; questa viene fatta in base al loro effetto sul pH urinario:

  • acidificanti: abbassano il pH
  • alcalinizzanti: alzano il pH

Gli alimenti acidificanti sono: prodotti caseari, carne, grassi animali, pesce, oli vegetali (arachidi), cereali integrali e non, legumi, zucchero, dolciumi vari, caffè, tè nero e tutti gli alcolici.

Alcuni di questi sono anche fornitori di basi per la nostra alimentazione (come la carne, il pesce e le uova) quindi è importante assumerli in abbinamento ad alimenti alcalinizzanti che ne contrastano quindi l’acidità; questi ultimi non solo non producono acidi durante la loro trasformazione, ma sono in grado di alcalinizzare il terreno qualunque sia la quantità ingerita.

I principali alimenti alcalinizzanti sono: patate (dolci o patate americane o batate), verdure, mandorle e latte di mandorle (non zuccherato o dolcificato), noci del Brasile, frutta essiccata non zuccherata (datteri e prugne al naturale), castagne, banane, pere, meloni. Qui sotto una tabella completa riassuntiva.

A questo punto il dubbio sorge spontaneo: ma io che pH ho? Per saperlo il metodo più semplice (che potete fare a casa) è misurando il pH urinario.

E’ necessaria una cartina tornasole (acquistabile in farmacia o sul web): intingerla nella seconda urina del mattino (la prima è sempre acida a causa dei depositi accumulati durante la notte) prima di aver fatto colazione.

Quando insorgono problemi di salute di varia origine e il pH urinario risulta acido, è necessario basificarlo evitando il più possibile gli alimenti acidificanti; alcuni non sarà un problema eliminarli in quanto non sono necessari per la buona funzionalità metabolica (es.: dolci e vino) mentre altri, ben più importanti per l’apporto proteico
(es.: carne, pesce e uova), sarà sufficiente moderarne le quantità ed abbinarli a grandi quantità di alimenti basificanti.

A questo punto, la parte più divertente per me: COME UTILIZZARE LA FITOTERAPIA per innalzare il pH?

Partiamo dal presupposto che gli organi emuntori che eliminano le sostanze acide sono i reni e la pelle.

Per stimolare i reni sono necessarie le piante diuretiche per eccellenza come il tarassaco, il carciofo, i peduncoli di ciliegio, l’ortica, la pilosella e la betulla.

Queste piante medicinali possono essere assunte sotto forma di infusi o decotti oppure tramite tinture madri; queste vengono preparate facendo macerare la pianta in un solvente alcolico per un tempo determinato e vengono assunte in gocce.

Per facilitare invece l’eliminazione degli acidi tramite la pelle sono necessarie piante sudorifere come sambuco, tiglio, viola tricolor, bardana; come per quelle diuretiche è possibile assumerle tramite infusi, decotti o tinture madri.

Le persone “acidificate”, come abbiamo detto in precedenza, sono demineralizzate in quanto l’organismo sfrutta i minerali organici per neutralizzare gli acidi eccedenti; le piante medicinali utili in questo caso sono l’equiseto e l’ortica. Inoltre per facilitare la fissazione dei minerali nei tessuti è necessario che questi tessuti siano costruiti con solidi mattoni (proteine); pertanto è fondamentale un giusto apporto proteico per evitare che i tessuti si indeboliscano. A tal riguardo, ci tengo a sottolineare che non è tanto importante la quantità delle proteine assunte ma la loro qualità (devono contenere tutti gli amminoacidi essenziali).

Bibliografia:

“La dieta acido-base”, Christopher Vasey, Edizioni Red.

Alla luce di tutto questo e volendo rimanere in uno stile alimentare a cui ci atteniamo (perché riteniamo che sia lo stile di alimentazione più sano poiché ancestrale), la piramide alimentare ideale dovrebbe comporsi come nella seguente figura.



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